
Sono state formulate diverse idee sul
toponimo di questo paese, ma la più accreditata è quella che fa riferimento a
vecchie radici linguistiche longobarda, warnen e ware le quali
rispettivamente significano, “guardarsi” e “fare attenzione”, da qui il nome
Granaglione che potrebbe avere il significato di ‘luogo di osservazione’.
Durante la seconda metà del 1800 venne
costruita la strada ferroviaria Porrettana e pochi anni più tardi la
stazione ferroviaria a Molino del Pallone dove da qui nacque un forte sviluppo
edilizio che popolò tutta la zona. In questo territorio la popolazione ha
vissuto allevando ovini e sfruttando il bosco per secoli, quando poi invece ha
dovuto emigrare, molte persone si sono semplicemente trasferite a fondo valle,
mentre altre si spostarono in Toscana ed addirittura in Sardegna e Corsica.
Nel 1914 fu costruita la prima strada
lastricata per raggiungere il paese, mentre le strade del borgo hanno aspettato
gli anni ’50. Il paese è il comune più a sud della provincia di Bologna ed è per
la maggior parte costituito da boschi di conifere e castagni, dalla sua altezza
di 800 m. domina il territorio circostante della Valle del Reno. L’urbanistica
del paese è composta da architetture che ancora oggi sono ben conservate, alcuni
di questi esempi sono le Chiese del paese, quella di S. Lorenzo, quella
parrocchiale di S. Nicolò e quella di Calvigi.
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